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Dott. Pietro Maurizio La Porta

Specialista in Reumatologia - Perfezionato in Ecografia  Clinica e Muscoloscheletrica

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Oltre ad una più approfondita conoscenza delle MR e ad un accurato esame clinico (visita medica), oggi è possibile definire meglio una diagnosi in tempi più rapidi grazie ai progressi ottenuti in tema di indagini diagnostiche.

Vengono di seguito elencate le principali indagini utilizzate per la diagnosi delle MR:

Esami di laboratorio:

- esami aspecifici: emocromo, indici di funzionalità epatica (transaminasi, etc…) e renale (azotemia, creatinina, etc…), protidogramma, assetto marziale (ferritina, sideremia, transferrina), uricemia, indici di “danno” muscolare (transaminasi, CPK, mioglobina, etc…);

- indici di flogosi: VES e PCR;

- esami specifici ed auto-anticorpi: reuma test, Waler Roose, TAS, anticorpi anti-citrillina (anti CCP), anticorpi anti-nucleo (ANA), anti-DNA, ENA, anticorpi anti-fosfolipidi ed anti-cardiolipina, cANCA, pANCA, etc…

- indagini immunologiche ed infettivologiche: dosaggio delle immunoglobuline (IgG, IgA, IgM, IgE), complementemia (C3-C4), crioglobulinemia, indagini specifici per la celiachia, sierodiagnosi per malattie infettive (brucellosi, malattie virali, etc…);

- indagini genetiche (HLA B27, etc…)

- indagini bioptiche (esami istologici o citologici, etc…)

Esami strumentali:

- Radiologia tradizionale: ancora oggi rappresenta il punto di partenza nella diagnosi di molte malattie reumatiche. Presenta numerosi vantaggi: è una tecnica a basso costo, facilmente accessibile e ben accettata dal paziente. Tuttavia presenta qualche svantaggio: non è frequentemente ripetibile (per l’emanazione di radiazioni ionizzanti, raggi X); inoltre mette in evidenza tardivamente il danno osseo, soprattutto nelle malattie infiammatorie articolari (artriti).

- Ecografia muscolo-scheletrica: tecnica di fondamentale importanza per la diagnosi precoce di molte malattie reumatiche; mette precocemente in evidenza l’infiammazione ed il versamento articolare, l’ispessimento della membrana sinoviale (sinovite proliferativa) ed il danno osseo (erosione) in molti reumatismi infiammatori, quali l’artrite reumatoide. Inoltre, grazie all’ausilio del power doppler permette di valutare l’eventuale presenza di “infiammazione intra-articolare”. Consente inoltre lo studio delle strutture peri-articolari (tendini, ligamenti, menischi, etc…), muscolari, e dei tessuti molli con una sensibilità e specificità sovrapponibili a quelli della risonanza magnetica. Presenta infine il vantaggio di essere metodica non invasiva, ben accettata dal paziente, poco costosa e facilmente ripetibile (non emana radiazioni ionizzanti). Per tali motivi l’ecografia muscolo-scheletrica rappresenta oggi la metodica d’elezione nella diagnostica delle MR, soprattutto nella diagnosi precoce delle artropatie infiammatorie (artriti).

- Risonanza magnetica (MRI): di sicuro costituisce la metodica d’elezione per evidenziare eventuali danni a carico delle articolazioni (erosioni, edema osseo) e delle strutture periarticolari (tendini, ligamenti, menischi, etc…). L’elevato costo, le lunghe liste d’attesa e la scarsa reperibilità rappresentano i limiti di questa metodica.

- Tomografia computerizzata (TC): ideale per lo studio delle strutture scheletriche;

- Densitometria ossea (MOC): tecnica d’elezione per la diagnosi dell’osteoporosi; ben accetta dal paziente, facilmente accessibile e non biologicamente dannosa;

- Ultrasonometria calcaneare e falangea: utili per la diagnosi di osteoporosi; ben accette dal paziente, facilmente accessibili, di basso costo, rappresentano le tecniche ideali per lo “screening” nelle donne in fase post-menopausale;

- Altre metodiche diagnostiche: scintigrafia ossea, elettromiografia, etc…

È possibile una DIAGNOSI PRECOCE?

Una diagnosi rapida delle MR oggi è determinante e rappresenta la condizione indispensabile per “bloccare” l’evoluzione della malattia ed evitare l’invalidità. Infatti perché i diversi farmaci oggi disponibili siano efficaci nel bloccare il danno articolare è indispensabile che la diagnosi venga formulata il prima possibile, in epoca “pre-radiologica” (prima che compaia il danno radiologico). Una diagnosi precoce è dunque fondamentale perché consente una migliore efficacia dei trattamenti farmacologici ed un rallentamento della progressione della malattia con conseguente miglioramento della qualità di vita del paziente e ridotto rischio di invalidità.

L’invio del paziente al reumatologo il prima possibile, l’ecografia muscolo-scheletrica e gli esami di laboratorio rappresentano i tre elementi fondamentali per una diagnosi precoce.