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Dott. Pietro Maurizio La Porta

Specialista in Reumatologia - Perfezionato in Ecografia  Clinica e Muscoloscheletrica

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Un’articolazione normale è circondata da una capsula articolare che la protegge. All’interno della cavità articolare la cartilagine riveste i capi ossei e l’interno della capsula è rivestito da una membrana, la membrana sinoviale, che è riccamente vascolarizzata e che produce un liquido, il liquido sinoviale, che ha la funzione di nutrire e lubrificare le strutture articolari. Nell’AR si innesca un meccanismo, la cui causa non è ancora ben nota, per cui il sistema immunitario, che in condizioni normali difende l’organismo dall’ aggressione di sostanze estranee (batteri, virus, ecc.), comincia a produrre anticorpi (detti autoanticorpi) che si rivolgono contro le strutture articolari proprie dell’individuo. Alcune cellule, dette immunocompetenti, invadono la membrana sinoviale e rilasciano sostanze chiamate citochine che attivano il processo infiammatorio (sinovite). Si forma così un particolare tessuto, chiamato “panno sinoviale”, che invade gradualmente l’articolazione, distrugge la cartilagine e l’osso sottostante, causando un danno permanente.
L’AR non è una malattia ereditaria, anche se studi genetici hanno dimostrato una frequenza della malattia 6 volte maggiore nei fratelli gemelli. Inoltre, la conoscenza del sistema di istocompatibilità umano (cioè dell’insieme dei geni di un individuo) ha permesso di dimostrare l’associazione tra alcuni tipi di geni e l’insorgenza di AR. È possibile quindi che vi sia una certa predisposizione genetica allo sviluppo della malattia (terreno genetico predisponente): tali caratteristiche genetiche predispongono questi soggetti ad una alterata risposta immunitaria nei confronti di taluni agenti ambientali (virus, batteri, ecc.), con innesco di reazioni infiammatorie "a catena", non controllate dallo stesso sistema immunitario. L'infiammazione tende ad auto-mantenersi, sganciandosi, in modo non controllato,dalle cause che l'hanno provocata.