follow us

Dott. Pietro Maurizio La Porta

Specialista in Reumatologia - Perfezionato in Ecografia  Clinica e Muscoloscheletrica

    REUMATOLOGO ONLINE   

       Salute & Benessere

        a portata di click

    REUMATOLOGO ONLINE   

       Salute & Benessere

        a portata di click

    REUMATOLOGO ONLINE   

       Salute & Benessere

        a portata di click

    REUMATOLOGO ONLINE   

       Salute & Benessere

        a portata di click



La diagnosi della sindrome fibromialgica si basa ancora oggi sui criteri enunciati dall'American College of Rheumatology (ACR) nel 1990: presenza di dolore muscoloscheletrico diffuso da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points illustrati nella figura 1. Tuttavia è utile, nella valutazione del paziente con sospetta fibromialgia, considerare anche la presenza degli altri sintomi (vedi sopra), oltre al dolore muscoloscheletrico.

Spesso la diagnosi di fibromialgia è di esclusione; cioè va considerata solo quando si possono escludere altre malattie. È importante inoltre identificare alcune patologie che si possono associare alla fibromialgia. Per tali motivi, nel sospetto di una sindrome fibromialgica, andrebbero comunque eseguiti i seguenti accertamenti ematologici: emocromo con formula, VES, PCR, reuma test, transaminasi, CPK, ormoni tiroidei, autoanticorpi (ANA, ENA, anti DNA), protidogramma, ferritina, esame delle urine.











Figura 1 - I tender points identificati dall’ACR