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Dott. Pietro Maurizio La Porta

Specialista in Reumatologia - Perfezionato in Ecografia  Clinica e Muscoloscheletrica

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La vera “causa” di osteoporosi rimane a tutt’oggi sconosciuta. Negli ultimi anni più che vere e proprie cause, sono stati identificati molti “fattori di rischio” per lo sviluppo di osteoporosi:

Età: l’osteoporosi è prevalentemente una malattia della terza età;

Sesso: le donne sono più colpite degli uomini; esse infatti hanno minore massa ossea rispetto agli uomini; inoltre la rapida riduzione degli ormoni sessuali (estrogeni) che si verifica intorno ai 50 anni con la menopausa determina una più rapida e precoce perdita di massa ossea;

Razza bianca o asiatica: le popolazioni di pelle chiara hanno una ridotta massa ossea rispetto a quelle di pelle scura;

Familiarità per osteoporosi o fratture da fragilità: una famiglia in cui sono già comparsi casi di osteoporosi sembra avere, secondo studi recenti, una maggiore probabilità di sviluppare ulteriori casi. Si calcola che il 60% della massa ossea sia determinato da un insieme di geni ogni individuo eredita; il restante 40% dipende invece da fattori ambientali (alimentazione, attività fisica, stile di vita, malattia);

Dieta carente di calcio: un’alimentazione carente di calcio, che rende impossibile un normale processo di rimodellamento osseo, favorisce il progressivo impoverimento dello scheletro;

Vita sedentaria: l’osso ha bisogno di stimoli meccanici per mantenere la sua robustezza. Una regolare attività fisica favorisce il mantenimento della massa ossea;

Eccesso di fumo, alcool, caffeina: il fumo anticipa l’osteoporosi di 1-2 anni; l’alcool riduce l’assorbimento intestinale di calcio e inibisce la formazione ossea; la caffeina aumenta la perdita di calcio attraverso le urine e riduce l’assorbimento intestinale di calcio;

Menopausa precoce (prima dei 45 anni): la caduta del livello di estrogeni (ormoni sessuali femminili) che accompagna la menopausa, determina un’accellerata perdita di calcio dall’osso;

Periodi prolungati di amenorrea (› 1 anno) o ipogonadismo maschile (carenza di testosterone): gli ormoni sessuali hanno un ruolo importante nel metabolismo osseo ed ogni loro carenza determina un’alterazione che può favorire lo sviluppo dell’osteoporosi. L’ipogonadismo (ridotta funzione di ovaio e testicolo, con conseguente ridotta produzione di ormoni sessuali) nell’età giovanile può portare a minore sviluppo scheletrico, ed al raggiungimento di un picco di massa ossea inferiore a quello desiderabile. La scomparsa delle mestruazioni in età giovanile (amenorrea) che può verificarsi per stress, eccessivo sport, perdita di peso, e per concomitanti malattie, determina una caduta degli estrogeni (così come avviene con la menopausa) in un periodo della vita cruciale per il pieno sviluppo dell’apparato scheletrico e quindi un maggiore rischio di osteoporosi;

Altri fattori di rischio: alimentazione ricca di proteine, malassorbimento intestinale, abuso di lassativi, malattie endocrine (iperprolattinemia, morbo di Cushing, ipertiroidismo), malattie reumatiche (artrite reumatoide, atc…), anoressia nervosa, trapianti d’organo, uso di farmaci (cortisonici, anticoagulante, antiacidi, etc…).