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Dott. Pietro Maurizio La Porta

Specialista in Reumatologia - Perfezionato in Ecografia  Clinica e Muscoloscheletrica

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L’osteoporosi è spesso una malattia difficile da riconoscere perché il più delle volte non dà nessun segno di se, anzi, a volte si manifesta improvvisamente con una frattura non giustificata da un trauma violento.

Oggi la diagnosi di osteoporosi avviene grazie alla MOC (mineralometria ossea computerizzata) che misura la massa e la densità minerale ossea. La massa ossea è la quantità di minerali (per lo più sali di calcio) contenuti nello scheletro (massa totale) o in una sua parte (per esempio, vertebre, collo del femore, etc..). La MOC misura per l’appunto la massa ossea. Nella valutazione dell’osteoporosi con la MOC si fa riferimento alla “densità minerale ossea” o BMD: maggiore è la BMD, maggiore è la robustezza dell’osso.

A volte la MOC viene chiamata DEXA (Dual Energy X-Ray Absorptiometry): infatti gli apparecchi più recenti usano questa tecnica a “doppi raggi X”. L’esame mineralometrico può essere eseguito a livello dell’avambraccio, della colonna lombare, del femore e dell’intero scheletro. Per eseguire tale esame vengono utilizzati i raggi X, ma la dose di radiazione per l’esame è bassissima.

La MOC permette di fare con precisione la diagnosi di:

osso normale;

osteopenia (inizio di demineralizzazione ossea che costituisce un campanello d’allarme);

osteoporosi (demineralizzazione ossea avanzata).

Oltre alle tecniche DEXA, ci sono altre metodiche di valutazione della mineralizzazione ossea per mezzo di apparecchi ad ultrasuoni (QUS: ultrasonografia quantitativa); si tratta di metodiche di rapida esecuzione e prive di rischi. Esistono diversi apparecchi ad ultrasuoni che misurano diversi punti dello scheletro: falangi delle dita delle mani, calcagno, rotula, tibia. Gli esami QUS hanno il vantaggio di essere poco costosi e sono particolarmente utili per identificare i pazienti a “rischio” di osteoporosi.

Un’altra tecnica è la TAC quantitativa ossea (qCT); per lo più si usa per motivi di studio e non nella pratica clinica.

Nei referti MOC vengono riportati valori di Z-score e T-score: questi sono due indici statistici che servono a confrontare i valori di BMD del paziente con il valore medio di BMD misurato sullo stesso osso in una popolazione di riferimento ritenuta “normale”. Se il valore di T-score e Z-score è negativo, vuol dire che si è sotto la media; se è positivo si è sopra la media. Più il valore è sotto la media (più è negativo), più a rischio di fratture si considera il suo osso. In generale si valuta il T-score quando il paziente è adulto o anziano, lo Z-score quando è bambino o adolescente (fino a 30 anni).

L’organizzazione mondiale della sanità ha basato sul valore di T-score i criteri di diagnosi di osteoporosi nelle donne in menopausa: un T-score fino a –1.0 è nella norma; per valori al di sotto di –1.0 e fino a –2.5 si parla di osteopenia: al di sotto di –2.5 si parla di osteoporosi.