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Dott. Pietro Maurizio La Porta

Specialista in Reumatologia - Perfezionato in Ecografia  Clinica e Muscoloscheletrica

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  • visita specialistica
  • ecografia reumatologica articolare con Power Doppler
  • infiltrazioni intra-articolari - artrocentesi
  • infiltrazioni intra-articolari all’anca
  • US calcaneare
  • capillarosopia
VISITA SPECIALISTICA


La visita reumatologica è un momento fondamentale per la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie reumatiche dell'adulto.
Il reumatologo inizialmente raccoglie un’accurata anamnesi traendo il maggior numero di informazioni possibili circa la storia e lo stile di vita dell'assistito (alimentazione, fumo di sigarette, eventuale svolgimento di attività fisica o sedentarietà, eventuali patologie in corso, interventi chirurgici precedenti, familiarità per patologie reumatiche, assunzione di farmaci, etc…). Successivamente procede ad una accurata visita clinica durante la quale vengono ispezionati oltre alle articolazioni, anche altri organi od apparati (cuore, polmoni, addome, sistema nervoso, etc... ).
In conclusione, se il paziente necessita di approfondimenti diagnostici, vengono prescritti ulteriori accertamenti (esami del sangue, esami radiologici, etc…)


ECOGRAFIA REUMATOLOGICA ARTICOLARE CON POWER DOPPLER


Oggi l’ecografia articolare con Power-Doppler (PWD) è entrata a far parte della pratica clinica quotidiana di molti reumatologi; essa infatti rappresenta un esame strumentale di fondamentale importanza per la diagnosi (precoce) ed il trattamento di molte malattie reumatiche.
L’ecografia articolare è in grado di valutare le strutture che compongono l’articolazione (capsula articolare, membrana sinoviale, cartilagine), i legamenti e le entesi, individuando eventuali alterazioni patologiche quali:
Sinovite: presenza in sede intra-articolare di versamento (liquido), espressione di uno stato infiammatorio;
Ipertrofia sinoviale: ispessimento della membrana sinoviale (condizione tipica dell’artrite reumatoide); il Power Doppler evidenzia l’eventuale infiammazione della stessa membrana sinoviale;
Erosioni ossee: discontinuità del profilo osseo; l’ecografia articolare individua più precocemente rispetto alla radiologia tradizionale le erosioni ossee marginali nelle piccole articolazioni delle mani e dei piedi;
Tenosinovite - paratenovite: infiammazione dei tendini;
Entesite: ispessimento ed infiammazione delle inserzioni tendinee (tipica dell’ artrite psoriasica).
L’ecografia articolare ci permette infine di effettuare procedure terapeutiche con maggiore sicurezza ed accuratezza (infiltrazioni articolari eco-guidate).


INFILTRAZIONI INTRA-ARTICOLARI - ARTROCENTESI


Un approccio terapeutico estremamente efficace nel trattamento di alcune patologie reumatiche degenerative ed infiammatorie è l’infiltrazione intra-articolare di farmaci (corticosteroidi, anestetici ed acido ialuronico) e gel piastrinico; l’infiltrazione articolare permette di rilasciare tali principi attivi direttamente nel sito di interesse, che di volta in volta può essere la cavità articolare, una borsa o la guaina tendinea.
Le patologie che più frequentemente vengono trattate con infiltrazioni intra-articolari sono: artrosi, artriti, tenosinoviti, borsiti.
L’acido jaluronico è una molecola naturale che gioca un ruolo importante nell’articolazione. Essendo responsabile delle proprietà viscoelastiche del liquido sinoviale, esso contribuisce ai meccanismi di lubrificazione articolare nelle condizioni di carico, proteggendo il tessuto cartilagineo dall’aggressione di sostanze pro-infiammatorie ed enzimi litici. Nel processo artrosico esso si riduce sia in termini di concentrazione, che di peso molecolare, di conseguenza il liquido sinoviale non sarà più in grado di garantire la protezione articolare durante gli stress meccanici. L’infiltrazione di acido jaluronico ha quindi lo scopo di “lubrificare” l’articolazione, proteggere la cartilagine articolare e reintegrare le proprietà visco-elastiche del liquido sinoviale ripristinando così le normali condizioni dell’ambiente intra-articolare.
L’infiltrazione articolare è una procedura poco dolorosa per il paziente e se eseguita da mani esperte, abbastanza sicura. L’unica complicanza possibile è rappresentata dalla sepsi articolare, evenienza piuttosto rara se vengono applicate semplici misure di asepsi e pulizia.


INFILTRAZIONE INTRA-ARTICOLARE ALL’ANCA


L’infiltrazione all’anca è una procedura terapeutica in grado di introdurre dentro l’articolazione coxo-femorale farmaci quali corticosteroidi e derivati dell'acido ialuronico. A causa della profonda posizione anatomica  dell'articolazione, e e della mancanza di punti di riferimento ossei per guidare l'iniezione, l’infiltrazione viene eseguita sotto guida ecografica; la sonda infatti permette di individuare lo spazio articolare e di seguire esattamente il percorso e l’ingresso dell'ago al suo interno e la diffusione del farmaco iniettato, assicurando la correttezza del trattamento. La guida ecografica comprende anche il doppler, che visualizza i vasi sanguigni viciniori i quali possono così essere evitati durante l'iniezione.
Questa terapia è indicata nei pazienti con coxartrosi in fase iniziale ed intermedia; inoltre poiché sono stati dimostrati notevoli benefici a breve-medio termine (3-9 mesi) questa procedura può essere indicata (come palliativa) anche in pazienti con coxartrosi grave che non possono sottoporsi ad intervento di artroprotesi per vari motivi e che soffrono di intense algie articolari. Al fine di mantenere nel tempo il livello di miglioramento dei sintomi vengono normalmente eseguite una o due iniezioni intra-articolari ogni sei mesi.
La procedura non è dolorosa, tanto che la maggiore parte dei pazienti riferisce, con sorpresa, di non avere avvertito nulla durante l’esecuzione della tecnica e si meraviglia dei tempi rapidi di esecuzione. Rari sono gli effetti collaterali significativi; solo il 10% dei pazienti trattati descrive un senso di pesantezza a carico dell'anca iniettata, di solito della durata di pochi giorni. Rare sono le complicanze infettive usando adeguate misure di asepsi. In pratica non esistono reali controindicazioni al trattamento tranne la presenza di infezioni (Herpes, dermatiti, pustole) nel sito di iniezione oppure l'assunzione di anticoagulanti orali da parte del paziente (per anticoagulanti non intendiamo la aspirina a basse dosi, che non crea alcun problema ma farmaci dicumarolici, usati in pazienti con protesi cardiache, fibrillazioni, trombosi, embolie, etc).


ULTRASONOMETRIA CALCANEARE - “ prossimamente sul sito” 

CAPILLAROSCOPIA


La capillaroscopia è una metodica non invasiva e di rapida esecuzione che permette di studiare molte malattie autoimmuni del tessuto connettivo attraverso l'osservazione dei capillari e della microcircolazione cutanea.
Dal punto di vista diagnostico, si pone come esame di rilievo soprattutto nello studio del fenomeno di Raynaud consentendo di distinguere tra forme primitive e secondarie e di individuare al tempo stesso quel sottogruppo di individui che potrebbero sviluppare nel tempo una connettivite autoimmune.
La capillaroscopia permette quindi al reumatologo di avere informazioni tali da potenziare la diagnosi differenziale delle più comuni malattie reumatiche, tra cui: sclerodermia, artrite reumatoide, artrite psoriasica, lupus sistemico eritematoso, sindrome da antifosfolipidi e dermatomiosite;  permette inoltre di monitorare l'effetto di specifiche terapie, verificando la risposta ai farmaci direttamente a livello microvascolare. Per tali motivi oggi rappresenta un esame di routine nella pratica clinica reumatologica.
Principali indicazioni:
- acrocianosi
- fenomeno di Raynaud
- malattie reumatiche ed autoimmuni
Come si esegue: l'esame capillaroscopico si effettua in corrispondenza della porzione ungueale delle dita della mano nel punto in cui i capillari si dispongono sotto la radice dell'unghia.
L'esame è assolutamente incruento e indolore.
L’esaminatore porrà una goccia di olio di cedro in corrispondenza dell’unghio e posizionerà una sonda ottica con ingrandimenti variabili in modo da visualizzare i capillari.
Consigli per i pazienti: è importante per la buona riuscita dell'esame che il paziente eviti, almeno dieci giorni prima, di traumatizzare la zona da esaminare con attività che possano alterare la struttura dei capillari; bisogna dunque evitare manicure, applicazione di smalto, etc…