Capillaroscopia

La capillaroscopia è una metodica non invasiva e di rapida esecuzione che permette di studiare molte malattie autoimmuni del tessuto connettivo attraverso l’osservazione dei capillari e della microcircolazione cutanea.

Dal punto di vista diagnostico, si pone come esame di rilievo soprattutto nello studio del fenomeno di Raynaud consentendo di distinguere tra forme primitive e secondarie e di individuare al tempo stesso quel sottogruppo di individui che potrebbero sviluppare nel tempo una connettivite autoimmune.

La capillaroscopia permette quindi al reumatologo di avere informazioni tali da potenziare la diagnosi differenziale delle più comuni malattie reumatiche, tra cui: sclerodermia, artrite reumatoide, artrite psoriasica, lupus sistemico eritematoso, sindrome da antifosfolipidi e dermatomiosite;  permette inoltre di monitorare l’effetto di specifiche terapie, verificando la risposta ai farmaci direttamente a livello microvascolare. Per tali motivi oggi rappresenta un esame di routine nella pratica clinica reumatologica.

Principali indicazioni:

  • Acrocianosi
  • Fenomeno di Raynaud
  • Malattie reumatiche ed autoimmuni

Come si esegue: l’esame capillaroscopico si effettua in corrispondenza della porzione ungueale delle dita della mano nel punto in cui i capillari si dispongono sotto la radice dell’unghia.

L’esame è assolutamente incruento e indolore.

L’esaminatore porrà una goccia di olio di cedro in corrispondenza dell’unghio e posizionerà una sonda ottica con ingrandimenti variabili in modo da visualizzare i capillari.

Consigli per i pazienti: è importante per la buona riuscita dell’esame che il paziente eviti, almeno dieci giorni prima, di traumatizzare la zona da esaminare con attività che possano alterare la struttura dei capillari; bisogna dunque evitare manicure, applicazione di smalto, etc…