Infiltrazioni Intra-Articolari Ecoguidate

L’ecografia trova ampio impiego in campo reumatologico anche per le infiltrazioni articolari; infatti permette di guidare visivamente e in estrema sicurezza l’ago diretto nella struttura articolare e\o peri-articolare che vogliamo infiltrare.

L’appicazione più importante dell’ecografia nell’ambito delle infiltrazioni eco-guidate riguarda  l’anca. L’infiltrazione  eco-guidata all’anca è una procedura terapeutica in grado di introdurre dentro l’articolazione coxo-femorale farmaci quali corticosteroidi e derivati dell’acido ialuronico. A causa della profonda posizione anatomica  dell’articolazione, e e della mancanza di punti di riferimento ossei per guidare l’iniezione, l’infiltrazione viene eseguita sotto guida ecografica; la sonda infatti permette di individuare lo spazio articolare e di seguire esattamente il percorso e l’ingresso dell’ago al suo interno e la diffusione del farmaco iniettato, assicurando la correttezza del trattamento. La guida ecografica comprende anche il doppler, che visualizza i vasi sanguigni viciniori i quali possono così essere evitati durante l’iniezione.

Questa terapia è indicata nei pazienti con coxartrosi in fase iniziale ed intermedia; inoltre poiché sono stati dimostrati notevoli benefici a breve-medio termine (3-9 mesi) questa procedura può essere indicata (come palliativa) anche in pazienti con coxartrosi grave che non possono sottoporsi ad intervento di artroprotesi per vari motivi e che soffrono di intense algie articolari. Al fine di mantenere nel tempo il livello di miglioramento dei sintomi vengono normalmente eseguite una o due iniezioni intra-articolari ogni sei mesi.

La procedura non è dolorosa, tanto che la maggiore parte dei pazienti riferisce, con sorpresa, di non avere avvertito nulla durante l’esecuzione della tecnica e si meraviglia dei tempi rapidi di esecuzione. Rari sono gli effetti collaterali significativi; solo il 10% dei pazienti trattati descrive un senso di pesantezza a carico dell’anca iniettata, di solito della durata di pochi giorni. Rare sono le complicanze infettive usando adeguate misure di asepsi. In pratica non esistono reali controindicazioni al trattamento tranne la presenza di infezioni (Herpes, dermatiti, pustole) nel sito di iniezione oppure l’assunzione di anticoagulanti orali da parte del paziente (per anticoagulanti non intendiamo la aspirina a basse dosi, che non crea alcun problema ma farmaci dicumarolici, usati in pazienti con protesi cardiache, fibrillazioni, trombosi, embolie, etc).