Fibromialgia: di cosa si tratta e da cosa è causata

Chi soffre di fibromialgia presenta un dolore cronico diffuso. Si tratta di un disturbo spesso di difficile diagnosi che comporta una convivenza con il dolore e che può causare disturbi psicologici come la depressione.

Ma cos’è la fibromialgia? Da cosa è causata?

La fibromialgia si manifesta con un dolore diffuso di tipo muscolo-scheletrico, anche se spesso ha origine da una sede localizzata. Nonostante sia localizzata presso i tessuti molli, non si tratta di un’infiammazione degli stessi. Piuttosto, è associata a problemi cognitivi, disturbi del sonno, ansia o depressione.

Per la formulazione diagnostica, devono essere soddisfatti, generalmente, 3 criteri:

  • Dolore diffuso in determinate aree del corpo
  • Presenza di sintomi caratteristici quali: cefalea, sensibilità al tatto, disturbi della sfera affettiva, dolore facciale, lombalgia, rigidità muscolare, crampi o dolore addominale
  • Durata di almeno 3 mesi

Come accennato, inquadrare questo tipo di patologia è particolarmente complesso. I sintomi sono molti e molto diversi fra loro (comuni anche ad altre patologie), pertanto occorrere procedere escludendo altre patologie ed eseguire test diagnostici mirati.

Quali sono le cause della fibromialgia?

Oggi non è semplice individuare quale sia la vera causa della fibromialgia. Si tratta, infatti, della combinazione di fattori genetici e ambientali. Ad esempio, cause scatenanti come un grave lutto familiare, potrebbero permettere l’insorgere di sintomi riconducibili alla fibromialgia stessa.

Tuttavia, è verosimile escludere una causa unica. La maggior parte dei pazienti, infatti, non identifica un singolo evento determinante.

E in merito alle cure?

Purtroppo, si tratta di una malattia cronica, ovvero senza cura. Pertanto, subito dopo la diagnosi, è fondamentale impostare un programma terapeutico che non escluda l’educazione del paziente e la propria salute psicologica. Il paziente va, inoltre, formato circa le caratteristiche della malattia e i fattori che possano peggiorarla.

Le terapie sono diverse, tutte studiate “ad hoc” sul paziente specifico. Ad oggi, tra le tecniche preferite in tal senso ci sono senza dubbio quelle che comprendono l’esercizio aerobico. In taluni casi selezionati, è possibile abbinare anche l’assunzione di farmaci che tamponino il dolore e migliorino la qualità del sonno.

Anche l’alimentazione svolge un ruolo molto importante, ma ad oggi non troviamo evidenze scientifiche che possano far propendere la scelta terapeutica verso una dieta specifica piuttosto che un’altra.

Come sempre, se si è in presenza di alcuni sintomi riconducibili alla fibromialgia, è fondamentale affidarsi al proprio medico di fiducia, il quale non solo effettuerà una diagnosi corretta ma individuerà il piano terapeutico più adatto alle esigenze del paziente.

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